museo-cioccolato-coloniaAd agosto ho partecipato ad un importante evento sul gioco The Sims 4 organizzato dalla EA al GamesCom di Colonia, ovvero il Sims Camp.
Durante la permanenza in città ci è stato regalato anche un biglietto per il golossimo museo del cioccolato ed è inutile dire che ho colto l’occasione al balzo e sono stata ben felice di visitarlo.
Tra videogiochi e gastronomia mi pareva davvero di essere nel paese dei balocchi!

Il museo del cioccolato di Colonia è stato fondato nel 1993 dalla Stollwerk e recentemente è subentrata anche la Lindt.
Si tratta di un grandissimo edificio sulle sponde del Reno che vanta una collezione enorme di strumenti di ogni epoca.
La visita è iniziata nel migliore dei modi: a tutti i visitatori viene infatti dato un cioccolatino da gustare.

Le prime sale ripercorrono la storia del cacao con tanti reperti interessanti, video e tabelloni illustrativi. Questo prezioso alimento era totalmente sconosciuto in Europa prima della scoperta dell’America e veniva utilizzato dai Maya e dagli Atzechi in tanti modi diversi.
Queste antiche civiltà gli davano un significato magico e divino (chi può dargli torto?) e lo consumavano amaro, mischiato con peperoncino ed altre spezie.
L’abitudine di renderlo dolce con l’aggiunta di zucchero e vaniglia è da attribuirsi agli Europei.
Man mano che si prosegue la visita si possono ammirare i vari tipi di cacao. Ci sono anche degli stand interattivi dove si possono annusare ingredienti e spezie diverse. Che profumo paradisiaco!

cioccolatini-scatole-vintageLe sale superiori sono invece ricche di attrezzature e stampi di ogni tipo provenienti da epoche diverse.
La collezione di stampi è davvero impressionante e come potete immaginare per la maggior parte si tratta di formine natalizie (in modo particolare re magi e presepi).

C’è anche una mini fabbrica gestita dalla Lindt dove si possono seguire in tempo reale tutte le fasi di lavorazione del cioccolato.
I più golosi non possono perdersi la fontana di cioccolato: ogni tanto un addetto intinge dei wafer e li offre ai presenti. Una vera delizia!

Bellissima anche l’esposizione di scatole d’epoca. Adoro scatole e scatoline vintage ed ho passato parecchio tempo a rifarmi gli occhi con tutte quelle meraviglie! C’erano anche dei distributori di barrette di cioccolato di inizio novecento.
In una delle ultime sale è possibile ammirare l’evoluzione dei prodotti delle marche più famose. Nella foto qui sotto potete vedere la vetrina dedicata alla Nutella e ai Mars.

 


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Il museo offre anche dei corsi ed in una saletta di legno molto caratteristica ho notato un gruppo di persone che degustavano pezzi di cioccolato ed annusavano ingredienti vari.
Ci sono anche tante attività per bambini ed un laboratorio dove è possibile creare la barretta dei nostri sogni, arricchendola con gli ingredienti che preferiamo.

La visita termina con un negozio enorme che offre migliaia di prodotti diversi per gli amanti del cioccolato. Mi sono soffermata in particolare sulle barrette: ne avevano davvero di ogni tipo!
Se non mi fossi portata una piccola valigia soltanto, avrei comprato mezzo negozio e tanti ingredienti particolari per i miei dolci. Alla fine mi sono accontentata di una confezione di chicchi di caffè ricoperti di cioccolato ed una barretta di cioccolato molto particolare.
Volevo qualcosa di diverso dal solito e dopo aver passato un’ora a passare in rassegna ogni singolo prodotto, la scelta è caduta su una tavoletta di cioccolato atzeco con tanto di oro che ha attirato subito la mia attenzione.
Sull’etichetta c’era scritto che contiene fogli d’oro di 22 carati e cioccolato fondente aromatizzato con vaniglia e peperoncino.
Una ricetta originale che ricorda gli impasti di cacao e peperoncino tipici degli Atzechi. Il prezzo si aggirava sui 6 euro, per cui la quantità d’oro era davvero minima e si limitava a delle piccole macchioline su una delle due superfici della tavoletta. Un lusso accessibile quindi, con il quale mi sono voluta coccolare un po’.
Ho notato con piacere che la barra di cioccolato aveva un aspetto abbastanza grezzo e bitorzoluto. L’esterno era croccante mentre l’interno abbastanza morbido. Amo il cioccolato fondente, per cui ho apprezzato il sapore amaro di questa barretta di “oro degli Atzechi” e il pizzicore del peperoncino. Non era per nulla dolciastro e sono felice di aver degustato qualcosa di diverso dal solito.

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Concludo segnalandovi che nella pagina di Facebook della sezione dolci  e ricette di EdenStyle Magazine trovate l’album con tutte le foto che ho scattato al museo.

Se passate dalle parti di Colonia non mancate di visitare la città ed il museo del cioccolato: meritano davvero!

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