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Musica - Note sulle note

jack_johnson Immaginatevi nel vostro sogno estivo più bello. Io sarei seduto in un bar/bungalow al tramonto, quando non fa più troppo caldo ma il sole è lì lo stesso a farti compagnia, la spiaggia che si svuota, il mare calmo, gonnellino di paglia, infradito e una collana di fiori, qualche persona importante vicino … è sufficiente? Anzi, manca una cosa! La musica! Allora mettiamo un ragazzo del posto, con la sua chitarra, a fare da colonna sonora! E chi meglio di Jack Hody Johnson, 35enne hawaiiano, potrebbe svolgere questo compito?  In realtà un po’ tutti, nel senso che Jack Johnson  quando era nel suo paese natale, cioè alle Hawaii nella costa nord di Oahu, era molto più bravo  a fare altro. Vabbè dai finisce il sogno e vi racconto un po’ di realtà legata a quasto gran chitarrista.
Il suo destino sembrava molto diverso. Nasce nella patria del surf, figlio del grande campione locale Feff Johnson che gli insegna tutto quello che sa sul surf. Il giovane Jack a soli 17 anni ottiene il record come più giovane partecipante al Pipeline (evento a carattere mondiale legato al surf) e soprattutto un contratto da professionista con la Quiksilver ancora prima di finire il liceo. Poco dopo però il sogno si infrange, purtroppo nel vero senso della parola, proprio con un incidente quasi mortale contro gli scogli durante il Pipeline Masters.  Questo non basta però a dividere Jack dal mondo del surf. Ci resta a modo suo e a suo modo lascia il segno.  Si trasferisce in California dove si laurea in cinematografia all'università di Santa Barbara. E inizia a girare molti video/documentari sul mondo del surf nei quali cura anche la parte musicale, altra grande passione che coltiva fin da piccolo. Nel 2000 con "The September Session", uno dei suoi lavori, vince l'"Adobe Highlight Award" al festival ESPN ed ecco cosa scrive in merito Surfer Magazine: "Atleta, artista, musicista, filmaker. Jack Johnson è una leggenda. È una di quelle persone vere già dal primo impatto, un raro esempio di persona umile ed educata".

Eccoci al giro di boa, Jack diventa musicista; produce una demo che arriva alla la Enjoy Records fondata da Andy Factor e da J.P. Plunier, produttore di Ben Harper (artista importante per lui, prima di tutto per l’ispirazione). Jack lavora con lui prima in un tour negli Stati Uniti e poi in Australia, facendogli da spalla.

Il futuro dimostrerà che oltre che l’intesa dal lato musicale ce n’è molta anche dal lato umano. Tant’è che Ben suona alla chitarra Flake, una delle canzoni del primo disco di Jack “brushfire Fairytales” uscito nel 2001. Però si dice che non fosse ancora molto convinto di diventare un cantante,  che tra cinema e musica non sapeva quale sarebbe stato l’hobby e quale la professione.

Dopo due tour da solista tra la primavera e l'estate del 2002 Jack si mette al lavoro per il secondo album. Nel frattempo insieme alla moglie e ai fratelli Malloy torna a casa e fonda nelle Hawaii la Brushfire Records. etichetta indipendente di cui fanno parte anche G. Love e Donavon Frankenreiter.  Nel 2003 vede la luce la prima creatura della nuova etichetta, il secondo album di Jack, “On and On”, lavoro mediocre per i critici ma terzo in classifica nel 2003 per le vendite on line.  Ascoltatevi “Wasting Time” o il singolo “The Horizon has Been Defeated” e fatemi sapere.

La scalata continua e il terzo posto è una costante, solo con una piccola differenza per il terzo album “In Between Dream” che è si al terzo posto, ma della classifica di Billboard! Singolo spettacolare del disco è  “Sitting  Waiting Wishing”. Poi un sacco di tour tutti sold out, la nomination ai Grammy Award e la collaborazione con la Disney per “Curious George” di cui cura la colonna sonora. Quindi la cosa si fa decisamente seria, a livello internazionale. Infatti lo studio delle Hawaii non basta più e il quarto disco “Sleep Through The Static” viene registrato a Los Angeles. Primo in classifica in Inghilterra, Australia, Canada, Nuova Zelanda, Irlanda… può essere che il titolo dell’album non dica molto, e nemmeno il titolo della canzone del singolo “Hope”, ma se usate il link per sentirla vi risulterà certamente conosciuta.

Arriviamo ai giorni nostri con “To the sea” e torniamo anche sulla mia spiaggia, al mare, al chiosco e alla mia birretta fresca... prima la birra non c’era?? Vabbè io la prendo e offro anche a voi mentre ci ascoltiamo il singolo  “You and your heart”, ultima fatica del muscista/surfista più cool del momento. Lo stile quello è, ormai la sua impronta la si vede bene e la si sente ancora meglio ma credo che se si vive alle Hawaii musica tanto diversa non possa uscire!

Chi paga il prossimo giro mentre convinciamo Jack a suonarci ancora qualcosa?

 

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